Torna alla legislazione italiana

legislazione italiana
di diritto della navigazione e dei trasporti



DECRETO LEGGE
21 ottobre 1996 n. 535 (convertito in l. 23 dicembre 1996 n. 647, in G.U. 23 dicembre 1996 n. 300)
recante disposizioni urgenti per i settori portuale, marittimo, nonché interventi per assicurare taluni collegamenti aerei (in G.U. 22 ottobre 1996 n. 248; il testo coordinato in G.U. 28 dicembre 1996 n. 303).

ART. 1. Interventi urgenti a favore del settore portuale, marittimo e dell’armamento — 1. Il contingente di cui all'art. 3, comma l, del d.l. 22 gennaio 1990 n. 6, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 1990 n. 58, è integrato di 1.000 unità relativamente ai lavoratori ed ai dipendenti delle compagnie e gruppi portuali, ivi compresi quel1i della Compagnia carenanti del porto di Genova e del Fondo istituti contrattuali lavoratori portuali in liquidazione di cui all'art. 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 6 del 1990, e di ulteriori 1.000 unità relativamente ai dipendenti degli enti portuali e delle aziende dei mezzi meccanici, intendendosi il termine del 31 dicembre 1993 prorogato, rispettivamente, al 31 dicembre 1995 ed al 31 dicembre 1996.
2. Ai fini degli esodi di cui al comma 1, il Ministro dei trasporti e della navigazione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, individua termini, criteri e modalità, riconoscendo priorità, nell’ambito delle eccedenze di ciascuna dotazione organica delle compagnie e gruppi portuali, a coloro che hanno presentato la domanda e maturato i requisiti entro il 31 dicembre 1992. Con decreto determina le dotazioni organiche e relative eccedenze , suddivise per categorie e livelli professionali, sulla base di specifici progetti di riorganizzazione e dei piani di esodi predisposti da parte degli enti interessati, tenendo conto dell’andamento dei traffici dell’ultimo biennio ed in prospettiva. Ai lavoratori delle compagnie e gruppi portuali che non abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 1993 è consentito il recupero volontario delle marche contributive relative al periodo di occasionalato, senza onere per lo Stato. È fatto divieto di procedere ad assunzione in presenza di eccedenze. 
3. Al fine di realizzare il pieno equilibrio tra gli organici e le esigenze operative di ciascun porto e favorire la migliore efficienza del settore, il beneficio del pensionamento anticipato di cui al comma 1, è integrato di ulteriori 900 unità relativamente ai lavoratori e dipendi delle compagnie e gruppi portuali, ivi compresi quelli della Compagnia carenanti del porto di Genova, trasformati in impresa ai sensi dell’art. 21 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, come sostituito dall'art. 2, comma 21, del presente decreto, nonché di ulteriori 150 dipendenti delle autorità portuali di cui all'art. 6 della citata legge n. 84 del 1994, intendendosi i termini del 31 dicembre 1995 e del 31 dicembre 1996 prorogati al 31 marzo 1997.
4. Al fine di completare il processo di adeguamento delle dotazioni organiche degli enti portuali e delle aziende dei mezzi meccanici alle effettive necessità con riguardo anche alla costituzione delle Autorità portuali, gli enti portuali e le aziende dei mezzi meccanici ovvero le Autorità portuali che agli stessi succederanno sono autorizzati ad adottare specifici provvedimenti volti a favorire dimissioni incentivate di personale non posto in prepensionamento. Gli oneri conseguenti sono posti a carico dei bilanci degli enti portuali e delle aziende dei mezzi meccanici, ovvero delle relative Autorità portuali, fatto salvo quanto previsto dal comma 1 dell’art. 28 della legge n. 84 del 1994 in tema di trattamento di fine rapporto e non debbono comportare modifiche peggiorative delle previsioni di bilancio 1996/1997.
5. Le Autorità portuali, nei limiti delle disponibilità di bilancio possono prevedere incentivi economici, sino ad un massimo corrispondente al trattamento retributivo annuo lordo, a favore dei dipendenti degli enti portuali e delle aziende dei mezzi meccanici cui l’Autorità portuale è subentrata, che intendono costituirsi in società o cooperative per l’espletamento delle operazioni portuali di cui all’art. 16 della l. 28 gennaio 1994 n. 84.
6. Ai fini degli esodi di cui al comma 3, il Ministro dei trasporti e della navigazione, con decreto da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, individua termini, criteri e modalità, riconoscendo priorità, nell’ambito delle eccedenze di ciascuna dotazione organica delle compagnie e gruppi portuali, a coloro che hanno presentato la domanda e maturato i requisiti entro il 31 dicembre 1994. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con proprio decreto, determina altresì le dotazioni organiche e relative eccedenze strutturali delle compagnie e gruppi portuali, tenuto conto delle professionalità indispensabili al funzionamento dei servizi e del contingente necessario, nonché delle esigenze operative di ciascun porto. Ai lavoratori delle compagnie e gruppi portuali che non abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 1995, è consentito il recupero volontario delle marche contributive relative al periodo di lavoro occasionale, senza onere per lo Stato. Possono essere ammessi al pensionamento anticipato i soli dipendenti delle Autorità portuali che risultino in esubero rispetto all’organico della segreteria tecnico-operativo deliberata ai sensi dell’art. 9, comma 3, lett. i, della l. 28 gennaio 1994 n. 84. È fatto divieto di procedere ad assunzioni in eccedenza alle dotazioni organiche.
7. Per le finalità di cui ai commi 1, 2, 3, 6 si applicano le disposizioni di cui all’art. 3, commi 1-bis e 8, del d.l. 22 gennaio 1990 n. 6, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 1990 n. 58, ed agli art. 8 bis e 9, commi 1, 4, 5, 6, 8, del d.l. 17 dicembre 1986 n. 873, convertito, con modificazioni, dalla l. 13 febbraio 1987 n. 26. Ai lavoratori e dipendenti, posti in pensionamento anticipato, è concesso l’aumento dell’anzianità contributiva per un periodo massimo di otto anni e comunque non superiore alla differenza tra la data di risoluzione del rapporto o di cancellazione dai ruoli e quella di raggiungimento del sessantesimo anno di età, ovvero al periodo necessario al compimento di quaranta anni di contribuzione previdenziale. Ai trattamenti pensionistici di cui al presente articolo si applicano i vigenti regimi di incumulabilità e di incompatibilità previsti per i trattamenti pensionistici di anzianità. Per i lavoratori titolari di pensioni o assegni di invalidità a carico dell’INPS, per i quali sussistono i requisiti per il pensionamento anticipato, l’accoglimento della domanda comporta la corresponsione di un supplemento di pensione secondo i criteri e le condizioni di cui al presente comma. Il trattamento pensionistico del personale iscritto alla CPDEL terrà conto degli eventuali elementi retributivi sinora non compresi nel computo e di fatto corrisposti, previo versamento volontario dei relativi oneri contributivi da parte dei lavoratori posti in prepensionamento ai sensi del presente decreto.
8. Le disposizioni dell’art. 11, comma 16, della l. 24 dicembre 1993 n. 537, e dell’art. 1, comma 27, della l. 8 agosto 1995 n. 335, non si applicano al personale posto in pensionamento anticipato ai sensi del presente decreto.
9. I trattamenti di pensionamento anticipato di cui all’art. 6, comma 17, del d.l. 20 maggio 1993 n. 148, convertito, con modificazioni, dalla l. 19 luglio 1993 n. 236, si applicano, per il medesimo periodo 1994-1996, anche ai dipendenti delle società Sidermar di navigazione, Sidermar trasporti costieri, Sidermar servizi accessori, Almare, Interlogistica e Società finanziaria marittima (Finmare), nonché delle società Italia e Lloyd Triestino, intendendosi il trattamento di pensione liquidato sulla base dell’anzianità contributiva, aumentata di un periodo pari a quello compreso tra la data di risoluzione del rapporto di lavoro e quella del conseguimento del sessantesimo anno di età, ovvero del minor periodo necessario al conseguimento di quaranta anni di contribuzione previdenziale. Per i lavoratori marittimi titolari di pensioni o assegni di invalidità a carico dell’INPS, per i quali sussistono i requisiti per il pensionamento anticipato, l’accoglimento della domanda comporta la corresponsione di un supplemento di pensione secondo i criteri e le condizioni di cui al presente comma.
10. Gli oneri derivanti dall’attuazione degli interventi di cui ai commi 1, 2, 3, 6, 7 e 9, nonché quelli derivanti dall’attuazione del comma 4 dell’art. 24 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, sono posti a carico della gestione commissariale del Fondo gestione istituti contrattuali lavoratori portuali in liquidazione e sono rimborsati agli istituti previdenziali di competenza sulla base di apposita rendicontazione annuale.
11. L’onere connesso alla corresponsione del trattamento di fine servizio delle indennità contrattuali e del trattamento di fine rapporto relativi al pensionamento anticipato a favore, rispettivamente, dei lavoratori e dei dipendenti delle compagnie e gruppi portuali, nonché dei lavoratori dell’ex gruppo di portabagagli di Olbia e di Porto Torres già in quiescenza e non ancora liquidati a tale titolo, fa carico alla gestione di cui al comma 10. A tal fine il commissario liquidatore del Fondo provvede, con le modalità di cui all’art. 4 del d.l. 22 gennaio 1990 n. 6, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 1990 n. 58, alla contrazione di un mutuo per un importo pari a lire 91 miliardi. Le disposizioni di cui all’art. 3, comma primo, del d.l. 6 aprile 1983, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla l. 23 maggio 1983, n. 230, e le successive disposizioni relative alla corresponsione delle competenze dovute ai dipendenti delle compagnie e gruppi portuali si intendono riferite al solo trattamento di fine rapporto. L'onere connesso alle competenze di fine servizio dei dipendenti dagli enti portuali e dalle aziende dei mezzi meccanici é a carico della gestione del Fondo di cui al comma 10 nell'ambito dei piani triennali di esodo di cui al comma 2, limitatamente agli enti portuali ed aziende dei mezzi meccanici che non abbiano gli accantonamenti in termini finanziari. Le competenze di cui al presente comma, ivi comprese quelle già corrisposte a tale titolo, non sono soggette a rivalutazione o ad altri oneri finanziari.
12. La gestione commissariale del Fondo di cui a comma 10 è autorizzata ad erogare alle compagnie ed ai gruppi portuali, sulla base di apposita rendicontazione, la quota del trenta per cento del trattamento di fine servizio maturato al 31 gennaio 1990 dai lavoratori portuali per un ammontare pari a lire 54.775.587.663. La medesima gestione è autorizzata, altresì, a rimborsare all’INPS la somma di 30.705.765.778 ad esso dovuta a titolo di maggiori oneri connessi al pensionamento anticipato dei lavoratori e dipendenti delle compagnie portuali ai sensi dell'art. 3 del d.l. 22 gennaio 1990 n. 6, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 1990 n. 58, nel triennio 1990-1992.
13. I termini per la presentazione delle domande per l’attuazione degli interventi di integrazione salariale di cui al comma 15 dell'art. 6 del d.l. 20 maggio 1993 n. 148, convertito, con modificazioni, dalla l. 19 luglio 1993 n. 236, nonché le sospensioni dal lavoro sono prorogati al 31 dicembre 1996, intendendosi altresì prorogato l’utilizzo delle somme stanziate allo scopo.
14. Il beneficio di integrazione salariale di cui all’art. 1, comma 1, del d.l. 7 settembre 1992 n. 370, convertito dalla l. 5 novembre 1992 n. 428, è concesso nell'anno 1994 nel limite di ulteriori 1.800 unità, ivi compresa la regolazione delle eccedenze dell’anno 1993. Detto beneficio, qualora non utilizzato pienamente nell'anno 1994, viene prorogato fino al 30 giugno l995. Il relativo onere é a carico della gestione del Fondo di cui al comma 10 ed è rimborsato dall'INPS su conforme rendicontazione.
15. Il commissario liquidatore di cui all’art. 4, comma 1, del d.l. 22 gennaio 1990 n. 6, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 1990 n. 58, provvede agli adempimenti contrattuali inerenti la prosecuzione della Gestione della casa di soggiorno per lavoratori portuali in Dovadola fino al 31 dicembre 1995. L’onere derivante dal presente comma, pari a lire un miliardo, è posto a carico della gestione commissariale di cui al comma 10. 
16. Per l’attuazione dei commi 1, 2, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 sono autorizzati, in favore della gestione commissariale del Fondo di cui al comma 10, gli ulteriori limiti di impegno di lire 60 miliardi per ciascuno degli anni 1995 e 1996. Al relativo onere di lire 60 miliardi per l’anno 1995, e di lire 120 miliardi, per l’anno 1996, si provvede a carico dello stanziamento iscritto al capitolo 4571 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1995 e corrispondenti capitoli per gli anni successivi.
17. Ai fini delle imposte sui redditi, i proventi conseguiti dagli enti portuali e dalle aziende dei mezzi meccanici ai sensi dei comma 11, dalle organizzazioni portuali, ai sensi dell’art. 28 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, non concorrono a formare i redditi di impresa.
18. Agli oneri connessi alla corresponsione del trattamento di fine servizio e delle indennità contrattuali e del trattamento di fine rapporto relativa al pensionamento anticipato a favore, rispettivamente dei lavoratori e dei dipendenti delle compagnie e gruppi portuali, il commissario liquidatore del Fondo di cui al comma 10 provvede anche attraverso la contrazione di ulteriori mutui decennali con le modalità di cui all’art. 4 del d.l. 22 gennaio 1990 n.6, convertito, con modificazione, dalla l. 24 marzo 1990 n. 58. Le disposizioni di cui all'art. 3, comma 1, del d.l. 6 aprile l983 n. 103, convertito, con modificazione, dalla l. 23 maggio 1983 n. 230, e le successive disposizioni relative alla corresponsione delle competenze dovute ai dipendenti delle compagnie e gruppi portuali si intendono riferite al solo trattamento di fine rapporto. Per i dipendenti delle autorità portuali la corresponsione del trattamento di fine rapporto è a carico della gestione delle autorità medesime. Le competenze di cui al presente comma, ivi comprese quelle già corrisposte a tale titolo, non sono soggette a rivalutazione o ad altri oneri finanziari.
19. È concessa per il secondo semestre 1996, a favore dei lavoratori e dipendenti delle compagnie e gruppi portuali, ivi compresi quelli della Compagnia carenanti del porto di Genova, trasformati ai sensi dell’art. 21 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, come sostituito dall’art. 2, comma 21, del presente decreto, la proroga del beneficio di integrazione salariale di cui all’art. 1, comma 2, lett. b, del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1995 n. 343, nel limite di ulteriori 1.000 unità al cui rimborso a favore dell’INPS provvede la gestione commissariale sulla base di apposita rendicontazione. Detto beneficio, qualora non utilizzato pienamente nell’anno 1996, è prorogato fino al 30 giugno 1997.
20. Il commissario liquidatore, provvede altresì, all’intervento, valutato in complessive lire 60.000 milioni, a favore dell’armamento per la concessione di un contributo equivalente all’importo complessivo delle ritenute a titolo di acconto operate nell’anno 1996 nei confronti della gente di mare, ai sensi dell’art. 23 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600. Detto beneficio è previsto per le imprese armatrici ai sensi ed alle condizioni di cui all’art. 1, comma 4, del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito dalla l. 8 agosto 1995 n. 343.
21. Al fine di favorire l’efficienza ed operatività del servizio escavazione porti, di cui all’art. 26 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, il commissario liquidatore del Fondo di cui comma 10, è autorizzato, anche mediante la contrazione di mutui secondo le modalità di cui al comma 11, ad effettuare interventi valutati in complessive lire 20.000 milioni, per il potenziamento dei mezzi effossori attraverso l’acquisizione ovvero l’ammodernamento dei detti mezzi, nonché per la ristrutturazione dei cantieri. Il gettito derivante da convenzioni stipulate con altre amministrazioni statali, con enti pubblici e con i privati, per l’espletamento del servizio di escavazione dei porti marittimi nazionali, nonché il gettito scaturente dai canoni di autorizzazioni per operazioni portuali di cui all’art. 16 della citata l. 28 gennaio 1994 n. 84, nei porti non sedi di Autorità portuali, affluisce u apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato allo stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione per il funzionamento del servizio medesimo di escavazione. Nei casi di necessità e di urgenza le risorse finanziarie di cui al presente comma possono essere utilizzate anche per il noleggio di mezzi effossori, a scavo nudo, ovvero se necessario armati, in Italia e all’estero. 
 21-bis. Nella stipula di convenzioni con altre amministrazioni statali, con enti pubblici e con i privati per l’espletamento del servizio di escavazione dei porti marittimi nazionali può essere previsto che ai fini di una maggiore produttività del servizio medesimo le stesse amministrazioni statali , gli enti pubblici e i privati provvedano direttamente alla corresponsione delle competenze accessorie ovvero di una parte delle stesse a favore del personale da adibire al lavoro oggetto della convenzione.
 21-ter. L’art. 17 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
 «Art. 17 (Disciplina della fornitura del lavoro portuale temporaneo). — 1. In attesa dell’entrata in vigore delle norme disciplinatrici della fornitura di mere prestazioni di mano d’opera e della riforma della l. 23 ottobre 1960 n. 1369:
 a) le Autorità portuali o, laddove non istituite, le Autorità marittime promuovono la costituzione di un consorzio volontario aperto a tutte le imprese di cui agli art. 16, 18 e 21, al fine esclusivo di agevolare lo svolgimento delle fasi delle imprese consorziate caratterizzate da variazioni imprevedibili di domanda di mano d’opera. Le Autorità portuali o, laddove non istituite, le Autorità marittime possono autorizzare una o più imprese consorziate, anche in deroga all’art. 1 della l. 23 ottobre 1960 n. 1369, alla fornitura di mere prestazioni di mano d’opera a favore di altre imprese consorziate. L’autorizzazione in deroga alla citata legge n. 1369 del 1960 può essere concessa unicamente a imprese consorziate dotate di adeguato personale e risorse proprie con specifica caratterizzazione di professionalità nell’esecuzione delle operazioni portuali, tenendo conto delle eccedenze risultate dal processo di razionalizzazione e trasformazione produttiva indotte dalla presente legge; 
 b) qualora non si addivenga alla costituzione del consorzio volontario cui alla lett. a, ovvero qualora a detto consorzio non partecipi la maggioranza delle imprese di cui agli art. 16, 18 e 21, le Autorità portuali o, laddove non istituite, le Autorità marittime, che ravvisino l’esigenza di soddisfare variazioni imprevedibili di domanda di mano d’opera, istituiscono l’Agenzia per l’erogazione di mere prestazioni di mano d’opera. Tale Agenzia è l’unico soggetto autorizzato a fornire mere prestazioni temporanee di mano d’opera in deroga alla citata legge n. 1369 del 1960 nell’ambito portuale in cui è istituito, ed è tenuto a fornire, ad eguali condizioni, l’erogazione delle suddette prestazioni a tutte le imprese di cui agli art. 16 e 18 che facciano richiesta.
 2. In fase di costituzione, e fino a quando esistano esuberi, il personale da avviare quotidianamente in regime di temporanea prestazione di mano d’opera è fornito dalle imprese di cui all’art. 21, lett. b. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da emanare entro il 31 marzo 1997, sono dettate le norme per l’istituzione e il funzionamento delle Agenzie di cui al presente articolo. Lo schema di decreto è trasmesso alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica, almeno quaranta giorni prima della scadenza del termine per la sua emanazione. Le competenti commissioni parlamentali si esprimono nei successivi trenta giorni.
 3. Gli appalti di servizi compresi quelli ad alto contenuto di mano d’opera forniti dalle società derivanti dalla trasformazione disposta dall’art. 21 non rientrano nel divieto di cui all’art. 1 della citata legge n. 1369 del 1960». 
22. Per l’attuazione dei commi 3 e 6 e da 18 a 21 sono autorizzati, in favore, della gestione commissariale del Fondo di cui alla comma 10, ulteriori limite di impegno decennali di lire 30.000 milioni per ciascuno degli anni 1997 e 1998, restando per tali anni confermata la gestione commissariale. Al relativo onere di 30.000 milioni per l’anno 1997 e di lire 60.000 milioni per l’anno 1998, si provvede mediante corrispondente utilizzo delle proiezioni per gli anni medesimi dello stanziamento iscritto ai fini del bilancio triennale 1996-1998 al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1996, all’uopo utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dei trasporti e della navigazione.

ART. 2. Modifiche alla l. 28 gennaio 1994 n. 84, recante disposizioni per il riordino della legislazione in materia portuale — 1. All’art. 3 comma 1, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, dopo le parole: «ed integrazioni» sono aggiunte le seguenti: «esercita altresì le competenze in materia di sicurezza della navigazione attribuite al Ministero dei trasporti e della navigazione».
1. All’art. 4, comma 2, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «con lo stesso provvedimento sono disciplinate le attività nei porti di I categoria e relative baie, rade e golfi». 
2. La lett. a del comma 1 dell’art. 6 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituita dalla seguente: «a) indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali di cui all’art. 16, comma 1, e delle altre attività commerciali ed industriali esercitate nei porti, con poteri di regolamentazione e di ordinanza, anche in riferimento alla sicurezza rispetto a rischi di incidenti connessi a tali attività ed alle condizioni di igiene del lavoro in attuazione dell’art. 24;».
3. La lett. b del comma 1 dell’art. 6 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituita dalla seguente: «b) manutenzione ordinaria e straordinaria delle parti comuni nell’ambito portuale, ivi compresa quella per il mantenimento dei fondali, previa convenzione con il Ministero dei lavori pubblici che preveda l’utilizzazione dei fondi all’uopo disponibili sullo stato di previsione della medesima amministrazione».
3-bis. All’art. 6, comma 2, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, sono aggiunte, in fine, le parole: «nonché le disposizioni di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993 n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, fatta eccezione per quanto specificatamente previsto dal comma 2 dell’art. 23 della presente legge». 
4. L’art. 8, comma 2, secondo periodo, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dai seguenti: «In sede di prima applicazione della presente legge la terna di cui al comma 1 è comunicata al Ministro dei trasporti e della navigazione entro il 31 marzo 1995. Entro tale data le designazioni già pervenute devono essere comunque confermate qualora gli enti di cui al comma 1 non intendano procedere a nuova designazione».
4-bis. La lett. g del comma 3 dell’art. 8 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è abrogata.
5. Alla lett. h del comma 3 dell’art. 8 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, dopo le parole: «negli art. da 36 a 55» sono aggiunte le seguenti: «e 68».
6. La lett. m del comma 3 dell’art. 8 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituita dalla seguente: «m) assicura la navigabilità nell’ambito portuale e provvede, con l’intervento del servizio escavazione porti di cui all’art. 26, e, in via subordinata, con le modalità di cui all’art. 6, comma 5, al mantenimento ed approfondimento dei fondali, fermo restando quanto disposto dall’art. 5, commi 8 e 9, sulla base di progetti sottoposti al visto del competente ufficio speciale del genio civile per le opere marittime, nel rispetto della normativa sulla tutela ambientale, anche adottando, nei casi indifferibili di necessità ed urgenza, provvedimenti di carattere coattivo; nei casi di interventi urgenti e straordinari di escavazione provvede, anche ricorrendo a modalità diverse da quelle di cui all’art. 6, comma 5. Ai fini degli interventi di escavazione e manutenzione dei fondali può indire, assumendone la presidenza una conferenza di servizi con le amministrazioni interessate;».
7. All’art. 8 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è aggiunto il seguente comma: «2-bis. I presidenti, nominati ai sensi del comma 2, assumono tutti i compiti dei commissari di cui all’art. 20, commi 1, 2 e 3». 
8. Le lett. i ed l dell’art. 9, comma 1, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, sono sostituite dalle seguenti:
«i) da sei rappresentanti delle seguenti categorie:
1) armatori;
2) industriali;
3) imprenditori di cui agli art. 16 e 18;
4) spedizionieri;
5) agenti e raccomandatari marittimi;
6) autotrasportatori operanti nell’ambito portuale.
I rappresentati sono designati ciascuno dalle rispettive organizzazioni nazionali di categoria, fatta eccezione del rappresentante di cui al n. 6 che è designato dal comitato centrale dell’albo degli autotrasportatori; 
l) da sei rappresentati dei lavoratori, dei quali cinque eletti dai lavoratori delle imprese che operano nel porto ed uno eletto dai dipendenti dell’Autorità portuale, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione. In sede di prima applicazione della presente legge i rappresentanti dei lavoratori vengono designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale e restano in carica per un quadriennio».
9. Al comma 1 dell’art. 9 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, dopo la lett. l è aggiunta la seguente: «l-bis) un rappresentante delle imprese ferroviarie operanti nei porti, nominato dal presidente dell’Autorità portuale».
10. L’art. 9, comma 2, ultimo periodo della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente: «In sede di prima applicazione, la designazione dei componenti di cui al presente comma deve pervenire entro trenta giorni dalla data di nomina del presidente».
11. L’art. 10, comma 6, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente: «6. Il rapporto di lavoro del personale delle Autorità portuali è di diritto privato ed è disciplinato dalle disposizioni del codice civile libro V - titolo I - capi II e III, titolo II - capo I, e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa. Il suddetto rapporto è regolato da contratti collettivi nazionali di lavoro, sulla base di criteri generali stabiliti con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, che dovranno tener conto anche della compatibilità con le risorse economiche, finanziarie e di bilancio; detti contratti sono stipulati dall’associazione rappresentativa delle Autorità portuali per la parte datoriale e dalle organizzazioni sindacali nazionali maggiormente rappresentative del personale delle Autorità portuali per la parte sindacale».
12. All’art. 11, comma 1, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Fino al 31 dicembre 1995, i revisori di cui al presente articolo sono nominati fra coloro che sono in possesso dei requisiti prescritti per l’iscrizione e al registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 88, dietro presentazione di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da parte di ciascun interessato ai sensi della l. 4 gennaio 1968 n. 15». 
13. All’art. 13 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è aggiunto il seguente comma: «2-bis. Le Autorità portuali possono avvalersi, per la riscossione coattiva dei canoni demaniali e degli altri proventi di loro competenza, della procedura ingiuntiva di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639».
13-bis. All’art. 14 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: «1-bis. I criteri e i meccanismi di formazione delle tariffe dei servizi di pilotaggio, rimorchio, ormeggio e battellaggio sono stabiliti dal Ministero dei trasporti e della navigazione sulla base di un’istruttoria condotta congiuntamente dal comando generale del Corpo della capitanerie di porto e dalle rappresentanze unitarie delle Autorità portuali, dei soggetti erogatori dei servizi e dell’utenza portuale. 
1-ter. Nei porti sede di Autorità portuale la disciplina e l’organizzazione dei servizi di cui al comma 1-bis sono stabilite dall’Autorità marittima di intesa con l’Autorità portuale. In difetto di intesa provvede il Ministro dei trasporti e della navigazione».
14. L’art. 15, comma 1, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente: «1. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione è istituita in ogni porto una commissione consultiva composta da cinque rappresentanti dei lavoratori delle imprese che operano nel porto, da un rappresentante dei dipendenti dell’Autorità portuale o dell’organizzazione portuale e da sei rappresentanti delle categorie imprenditoriali, designati secondo le procedure indicate all’art. 9, comma 1, lett. i ed l. Nei porti ove non esista Autorità portuale i rappresentanti dei lavoratori delle imprese sono in numero di sei. La commissione è presieduta dal presidente dell’Autorità portuale ovvero, laddove non istituita, dal comandante del porto».
15. Dopo il comma 1 dell’art. 15 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è aggiunto il seguente: «1-bis. La designazione dei rappresentanti dei lavoratori delle imprese e delle categorie imprenditoriali indicate al comma 1 deve pervenire al Ministro dei trasporti e della navigazione entro trenta giorni dalla richiesta; l’inutile decorso del termine non pregiudica il funzionamento dell’organo».
16. L’art. 15, comma 3, delle l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito al seguente:
«3. Con decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione è istituita la commissione consultiva centrale, composta dal direttore generale del lavoro marittimo e portuale del Ministero dei trasporti e della navigazione che la presiede; da sei rappresentanti delle categorie imprenditoriali di cui all’art. 9, comma 1; da sei rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale; da tre rappresentanti delle regioni marittime designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano; da un dirigente del Ministero dei trasporti e della navigazione, da un ufficiale superiore del Comando generale del corpo di capitaneria di porto, da un dirigente del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, da un dirigente del Ministero della sanità e dal Presidente dell’Associazione dei porti italiani. La commissione di cui al presente comma ha compiti consultivi sulle questioni attinenti alle organizzazione portuale ed alla sicurezza e igiene del lavoro ad essa sottoposte dal Ministero dei trasporti e della navigazione ovvero dalle Autorità portuali, dalle autorità marittime e dalle commissioni consultive locali. La designazione dei membri deve pervenire entro trenta giorni dalla richiesta; l’inutile decorso del termine non pregiudica il funzionamento dell’organo.».
16-bis. All’art. 16 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«7-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai depositi e stabilimenti di prodotti petroliferi e chimici allo stato libero, nonché di altri prodotti affini, siti in ambito portuale».
17. L’art. 18, comma 1, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
«1. L’Autorità portuale e, dove non istituita, ovvero prima del suo insediamento, l’organizzazione portuale o l’autorità marittima danno in concessione le aree demaniali e le banchine comprese nell’ambito portuale alle imprese di cui all’art. 16, comma 3, per l’espletamento delle operazioni portuali, fatta salva l’utilizzazione degli immobili da parte di amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di funzioni attinenti ad attività marittime e portuali. È altresì sottoposta a concessione da parte dell’Autorità portuale, e laddove non istituita dall’autorità marittima, la realizzazione e la gestione di opere attinenti alle attività marittime e portuali collocate a mare nell’ambito degli specchi acquei esterni alle difese foranee anch’essi da considerarsi a tal fine ambito portuale e della prestazione dei servizi portuali anche per la realizzazione di impianti destinati ad operazioni di imbarco e sbarco rispondenti alle funzioni proprie dello scalo marittimo, come individuati ai sensi dell’art. 4, comma 3. Le concessioni sono affidate, previa determinazione dei relativi canoni, anche commisurati all’entità dei traffici portuali ivi svolti, sulla base di idonee forme di pubblicità, stabilite dal Ministro dei trasporti e della navigazione, di concerto con in Ministro delle finanze, con proprio decreto. Con il medesimo decreto sono altresì indicati:
a) la durata della concessione, i poteri di vigilanza e controllo delle Autorità concedenti, le modalità di rinnovo della concessione ovvero di cessione degli impianti a nuovo concessionario;
b) i limiti minimi dei canoni che i concessionari sono tenuti a versare in rapporto alla durata della concessione, agli investimenti previsti, al valore delle aree e degli impianti utilizzabili, anche commisurati all’entità dei traffici portuali ivi svolti, ovvero al solo valore delle aree qualora il concessionario rilevi gli impianti all’atto della concessione.».
18. All’art. 18 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è aggiunto in fine il seguente comma:
«9-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai depositi e stabilimenti di prodotti petroliferi e chimici allo stato liquido, nonché di altri prodotti affini, siti in ambito portuale.».
19. L’art. 20 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
«Art. 20 (Costituzione delle Autorità portuali e successione delle società alle organizzazioni portuali) — 1. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, laddove già non esista una gestione commissariale, nomina per ciascuna organizzazione portuale, commissari scelti fra persone aventi competenza nel settore, con particolare riguardo alle valenze economiche, sociali e strategiche delle realtà portuali considerate nonché, ove ritenuto necessario, commissari aggiunti. I commissari sostituiscono i presidenti e gli organi deliberanti delle organizzazioni predette, che all’atto della loro nomina cessano dalle funzioni. I compensi de commissari e dei commissari aggiunti sono fissati con i decreti di nomina e posti a carico dei bilanci delle organizzazioni.
2. I commissari, fino alla nomina del presidente dell’Autorità portuale e comunque entro il termine di sei mesi dal loro insediamento, non prorogabili, dispongono la dismissione delle attività operative delle organizzazioni portuali mediante la trasformazione delle organizzazioni medesime, in tutto o in parte, in società secondo i tipi previsti nel libro V, titoli V e VI, del codice civile, ovvero, anche congiuntamente, mediante il rilascio di concessioni ad imprese che presentino un programma di utilizzazione del personale e dei beni e delle infrastrutture delle organizzazioni portuali, per l’esercizio, in condizioni di concorrenza, di attività di impresa nei settori delle operazioni portuali, della manutenzione e dei servizi, dei servizi portuali nonché in altri settori del trasporto o industriali. A tali fini, a seconda dei casi, provvedono:
a) alla collocazione presso terzi, ivi compresi i dipendenti delle organizzazioni medesime, del capitale della o delle società derivanti dalla trasformazione;
b) all’incorporazione in tali società delle società costituite o controllate dalle organizzazioni portuali alla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero la collocazione sul mercato delle partecipazioni nelle società costituite o controllate;
c) alla cessione a titolo oneroso, anche in leasing, ovvero all’affitto a tali società ovvero a imprese autorizzate o concessionarie ai sensi degli art. 16 e 18 delle infrastrutture e dei beni mobili realizzati o comunque posseduti dalle organizzazioni medesime.
3. I commissari provvedono con pienezza di poteri alla gestione delle organizzazioni, nei limiti delle risorse ad esse affluenti e ai sensi delle disposizioni vigenti, nonché ala gestione delle Autorità ai sensi della presente legge, anche sulla base di apposite direttive del Ministero dei trasporti e della navigazione. Fermo restando l’obbligo delle presentazione dei bilanci entro i termini prescritti, i commissari trasmettono al Ministero dei trasporti e della navigazione ed al Ministero del tesoro, al più presto e comunque non oltre il 31 gennaio 1995, una situazione patrimoniale, economica e finanziaria delle organizzazioni portuali riferite al 31 dicembre 1994 corredata dalla relazione del collegio dei revisori dei conti.
4. Fino all’entrata in vigore delle norme attuative della presente legge, continuano ad applicarsi le disposizioni previgenti in materia.
5. Le Autorità portuali di cui all’art. 2, sono costituite dal 1° gennaio 1995 e da tale data assumono tutti i compiti di cui all’art. 6 e ad esse è trasferita l’amministrazione dei beni del demanio marittimo compresi nella circoscrizione territoriale come individuata ai sensi dell’art. 6. Fino all’insediamento degli organi previsti dagli art. 8 e 9, i commissari di cui al comma 1, nei porti ove esistono le organizzazioni portuali e ne esercitano i relativi compiti. Fino alla data della avvenuta dismissione secondo quanto previsto dal comma 2, le organizzazioni portuali e le Autorità portuali sono considerate, anche ai fini tributari, un unico soggetto; successivamente a tale data, le Autorità portuali subentrano alle organizzazioni portuali nella proprietà e nel possesso dei beni in precedenza non trasferiti e in tutti i rapporti in corso.
6. I commissari di cui al comma 1 sono altresì nominati, con le stesse modalità, nei porti di Ravenna, Taranto, Catania, e Marina di Carrara. Fino all’insediamento degli organi previsti dagli art. 8 e 9 e comunque entro sei mesi dalla loro nomina, non prorogabili, essi sono preposti ala gestione delle Autorità portuali al fine di consentirne l’effettivo avvio istituzionale; assicurano in particolare l’acquisizione delle risorse e provvedono prioritariamente alla definizione delle strutture e dell’organico dell’Autorità, per assumere successivamente, e comunque non oltre tre mesi dalla nomina, tutti gli altri compiti previsti dalla presente legge. I commissari di cui al presente comma possono avvalersi, nello svolgimento delle loro funzioni, delle strutture e del personale delle locali autorità marittime.».
20. La parola: «commissari» di cui all’art. 3, comma 8, dei d.l. 21 giugno 1994 n. 400, 8 agosto 1994 n. 508, e 21 ottobre 1994 n. 586, deve essere interpretata come: «ufficio commissariale», comprensiva di eventuali commissari aggiunti.
21. L’art. 21 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
«Art. 21 (Trasformazione in società delle compagnie e gruppi portuali) — 1. Le compagnie ed i gruppi portuali entro il 18 marzo 1995 debbono trasformarsi in una o più società di seguito indicate:
a) in una società secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, per l’esercizio in condizioni di concorrenza delle operazioni portuali;
b) in una società o una cooperativa secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, per la fornitura di servizi, nonché, fino al 31 dicembre 1996, mere prestazioni di lavoro in deroga all’art. 1 della l. 23 ottobre 1960 n. 1369;
c) in una società secondo i tipi previsti nel libro quinto, titoli V e VI, del codice civile, avente lo scopo della mera gestione, sulla base dei beni già appartenenti alle compagnie e gruppi portuali disciolti.
2. Scaduto il termine di cui al comma 1 senza che le compagnie ed i gruppi portuali abbiano provveduto agli adempimenti i cui al comma 6, le autorizzazioni e le concessioni ad operare in ambito portuale, comunque rilasciate, decadono.
3. Le società e le cooperative di cui al comma 1 hanno l’obbligo di incorporare tutte le società e le cooperative costituite su iniziativa dei membri delle compagnie o dei gruppi portuali prima della data di entrata in vigore della presente legge, nonché di assumere gli addetti alle compagnie o gruppi alla predetta data. Le società o cooperative di cui al comma 1, devono avere una distinta organizzazione operativa e separati organi sociali.
4. Le società derivanti dalla trasformazione succedono alle compagnie ed ai gruppi portuali in tutti i rapporti patrimoniali e finanziari.
5. Ove se ne verificassero le condizioni, ai dipendenti addetti tecnici ed amministrativi delle compagnie portuali, che non siano transitati in continuità di rapporto di lavoro nelle nuove società di cui al comma 1, è data facoltà di costituirsi in imprese ai sensi del presente articolo. Alle società costituite da addetti si applica quanto disposto nei commi successivi per le società costituite dai soci delle compagnie.
6. Entro la data di cui al comma 1, le compagnie ed i gruppi portuali possono procedere, secondo la normativa vigente in materia, alla fusione con compagnie operanti nei porti viciniori, anche al fine di costituire nei porti di maggior traffico un organismo societario in grado di svolgere attività di impresa.
7. Le Autorità portuali nei porti già sedi di enti portuali e l’autorità marittima nei restanti porti dispongono la messa in liquidazione delle compagnie e gruppi portuali che entro la data del 18 marzo 1995 non abbiano adottato la delibera di trasformazione secondo le modalità di cui al comma 1 ed effettuato il deposito dell’atto per l’omologazione al competente tribunale. Nei confronti di tali compagnie non potranno essere attuati gli interventi di cui all’art. 1, comma 2, lett. c, del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1995 n. 343.
8. Continuano ad applicarsi, sino alla data di iscrizione nel registro delle imprese, nei confronti delle compagnie e gruppi portuali che abbiano in corso le procedure di trasformazione ai sensi del comma 6, le disposizioni di cui al comma 8 dell’art. 27 concernenti il funzionamento degli stessi, nonché le disposizioni relative alla vigilanza ed al controllo attribuite all’Autorità portuale, nei porti già sedi di enti portuali ed all’autorità marittima nei restanti porti.».
22. L’art. 23, comma 1, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
«1. I lavoratori portuali e gli addetti in servizio presso le compagnie e gruppi portuali transitano, in continuità di rapporto di lavoro, nelle società di cui all’art. 21.».
23. L’ultimo periodo del comma 3 dell’art. 23 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
«Tali società ed imprese qualora debbano procedere ad assunzioni, sono obbligate fino al 31 dicembre 1996 ad impiegare con priorità il personale di cui al presente comma.».
23-bis. Al comma 5 dell’art. 23 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, le parole: «in sede di prima applicazione della presente legge» sono soppresse.
24. Il comma 6 dell’art. 23 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
«6. Le Autorità portuali concedono alle società e alle imprese di cui agli art. 16, 18 e 20 una riduzione degli oneri di autorizzazione o di concessione, tenendo conto dell’eventuale differenziale retributivo e degli oneri previdenziali e pensionistici che si determinano a carico delle medesime per effetto dell’impiego in mobilità temporanea, distacco o comando dei lavoratori dipendenti delle autorità portuali».
25. Il terzo periodo dell’art. 24, comma 2, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è soppresso.
26. Dopo il comma 2 dell’art. 24 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Ferme restando le attribuzioni delle unità sanitarie locali competenti per territorio, nonché le competenze degli uffici periferici di sanità marittima del Ministero della sanità, spettano alle Autorità portuali i poteri di vigilanza e controllo in ordine all’osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza e di igiene del lavoro ed i connessi poteri di polizia amministrativa.
2-ter. I poteri di cui al comma precedente vengono attivati a far data dalla comunicazione del presidente al rispettivo comitato portuale dell’Autorità portuale e comunque non oltre il 31 dicembre 1997, salvo la possibilità di proroga da accordarsi con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione su richiesta motivata del presidente dell’Autorità portuale.».
27. Al comma 5 dell’art. 27 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, le parole «1° gennaio 1993» e le parole: «dal 1991» sono sostituite con le seguenti: «1° gennaio 1995» e «dal 1994».
28. L’art. 27, comma 8, della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è sostituito dal seguente:
«8. Sono abrogate le disposizioni del testo unico approvato con r.d. 2 aprile 1885 n. 3095, e del relativo regolamento di attuazione, approvato con r.d. 26 settembre 1904 n. 813, che siano incompatibili con le disposizioni della presente legge. L’art. 11, ultimo comma, e l’art. 111, ultimo comma, c. nav. sono abrogati. Salvo quanto previsto dall’art. 20, comma 4, e dall’art. 21, comma 8, sono altresì abrogati, a partire dal 19 marzo 1995, gli art. 108; 110, primo, secondo e terzo comma; 112; 116, primo comma, n. 2); 1171, n. 1, 1172 c. nav., nonché gli articoli contenuti nel libro I, titolo III, capo IV, del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione (navigazione marittima), approvato con d.P.R. 15 febbraio 1952 n. 328. Gli art. 109 e 1279 c. nav. sono abrogati a decorrere dal 1° gennaio 1996».
29. Dal 1° luglio 1994 la tassa di cui al comma 6 dell’art. 28 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, si applica in tutti i porti secondo le aliquote previste dall’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica in data 13 marzo 1974, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 105 del 23 aprile 1974, nella misura attualmente vigente.
30. Dopo il comma 6 dell’art. 28 della l. 28 gennaio 1994 n. 84, è inserito il seguente:
«6-bis. La tassa sulle merci imbarcate e sbarcate, prevista nel capo III del titolo II della l. 9 febbraio 1963 n. 82, e nell’art. 1 della l. 5 maggio 1976 n. 355, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché la tassa erariale istituita dall’art. 2, primo comma, del d.l. 28 febbraio 1974 n. 47, convertito, con modificazioni, dalla l. 16 aprile 1974 n. 177, non si applicano sulle merci trasbordate ai sensi dell’art. 12 del regolamento per l’esecuzione della legge doganale, approvato con r.d. 13 febbraio 1896 n. 65.».

ART. 3. Aumento del contributo annuo in favore del Centro internazionale radio-medico — 1. Il contributo annuo a carico dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione a favore della fondazione «Centro internazionale radio-medico - CIRM», istituito con l. 31 marzo 1955 n. 209, e determinato in lire 450 milioni con l. 14 febbraio 195 n. 27, è elevato di lire 1.050 milioni a decorrere dal 1° gennaio 1994.
2. All’onere derivante dall’applicazione del presente articolo, pari a lire 1.050 milioni a decorrere dall’anno 1994, si provvede a carico dello stanziamento iscritto al capitolo 3853 dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione per l’anno 1994 e corrispondenti capitoli per gli anni successivi.

ART. 4. Interventi a favore del settore armatoriale — 1. L’art. 2, comma 4, della l. 31 dicembre 1991 n. 431, è sostituito dal seguente:
«4. Le condizioni ed il tasso di interesse dei contratti per l’accensione dei mutui di cui al comma 1, sono determinati dal Ministero del tesoro.».
2. Per far fronte ai maggiori oneri delle società di navigazione esercenti linee marittime sovvenzionate, in conseguenza delle disposizioni dettate dal decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale in data 5 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto 1994, sugli sgravi contributivi, è autorizzata la maggiore spesa di lire 11 miliardi per l’anno 1994, 23 miliardi per l’anno 1995, 27 miliardi per l’anno 1996 e 45 miliardi per l’anno 1997 a carico del capitolo 3651 dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione per l’anno 1994 e corrispondenti capitoli per gli anni successivi.
3. L’espressione: «adeguata remunerazione del capitale investito», di cui all’art. 11, comma 1, lett. d, della l. 5 dicembre 1986 856, si intende riferita al capitale originario investito.
4. All’art. 1 del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1995 n. 343, sono aggiunti i seguenti commi:
«4-bis. Agli interventi di cui al comma 3, lett. c, con esclusione di quelli previsti per i corsi di formazione del personale polivalente possono accedere direttamente i marittimi iscritti nelle matricole della gente di mare che, successivamente alla data del 18 gennaio 1995, abbiano frequentato a proprie spese i corsi. 
4-ter. A valere sulle risorse del comma 1, anche con le modalità di cui al comma 2, sono concessi i contributi per la riconversione professionale degli ufficiali radiotelegrafisti.».
5. Il termine di cui all’art. 1, comma 3, lett. b e c, del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1995 n. 343, è prorogato al 31 dicembre 1998.

ART. 5. Decimi di senseria — 1. Gli emolumenti corrisposti o da corrispondere da parte di terzi, ancorché per il tramite dei datori di lavoro, a titolo di senseria di piazza, al personale delle agenzie marittime, in conformità di usi locali e dei contratti collettivi di categoria, non sono soggetti a contribuzione previdenziale e assistenziale obbligatoria. I versamenti contributivi sui predetti emolumenti restano salvi e conservano la loro efficacia se effettuati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

ART. 6. Unità da diporto utilizzate a fini di assistenza e soccorso — 1. A decorrere dal 1° gennaio 1997 sono esenti dalla tassa di stazionamento di cui all’art. 17 della l. 6 marzo 1976 n. 51, e successive modificazioni ed integrazioni, le unità da diporto possedute ed utilizzate da enti e da associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di prevenzione degli incidenti in acqua, di assistenza e soccorso.
2. In caso di mancato o parziale pagamento della tassa di stazionamento, la sovrattassa ed il tributo evaso, di cui all’art. 13 della l. 5 maggio 1989 n. 171, sono versati all’ufficio del registro competente per territorio.

ART. 7. Ammodernamento e potenziamento del porto di Ancona — 1. Al fine della realizzazione degli interventi previsti dagli accordi di programma di cui al protocollo d’intesa Stato-regione del 31 marzo 1993 relativi a Toscana, Liguria e Marche, nonché per fronteggiare le necessità conseguenti alle calamità naturali di cui alle leggi speciali 23 dicembre 1992 n. 505, e 31 dicembre 1991 n. 433, le somme iscritte in conto residui sul capitolo 7509 dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici per l’anno finanziario 1996 sono mantenute in bilancio fino al 31 dicembre 1997 e le somme iscritte in conto residui sul capitolo 8051 dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione per l’anno finanziario 1994, nonché le somme iscritte in conto competenza e in conto residui sui capitoli 7501, 7509, 7511, 7533, 7538 e 7542 dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici per l’anno finanziario 1994 e 1995, non impegnate rispettivamente al 31 dicembre 1994 e 1995, possono esserlo negli esercizi 1995, 1996 e 1997.

ART. 8. Disposizioni in materia di demanio marittimo e di barriere architettoniche negli impianti di balneazione — 1. Per l’esercizio delle funzioni delegate di cui all’art. 59 del d.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, le amministrazioni regionali possono avvalersi delle capitanerie di porto e degli uffici da esse dipendenti in conformità ad apposita convenzione gratuita stipulata con il Ministro dei trasporti e della navigazione, sulla base di una convenzione tipo approvata dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che escluda, in ogni caso, oneri a carico delle capitanerie, ulteriori rispetto a quelli attuali. Tali uffici esercitano le funzioni in materia di demanio marittimo destinato ad uso turistico-ricreativo in relazione funzionale con l’amministrazione regionale. Fino alla data della sottoscrizione della predetta convenzione il servizio continua ad essere assicurato dalle competenti capitanerie di porto.
2-3. (soppressi dalla legge di conversione).
4. All’esecuzione delle opere edilizie dirette a realizzare la visitabilità degli impianti di balneazione, di cui all’art. 23, comma 3, della l. 5 febbraio 1992 n. 104, si applicano gli art. 4 e 7 della l. 9 gennaio 1989 n. 13.
5. Per le concessioni di zone del demanio marittimo e del mare territoriale assentite per le finalità di cui all’art. 48 del t.u. delle leggi sulla pesca, approvato con r.d. 8 ottobre 1931 n. 1604, e successive modificazioni, ed all’art. 27-ter della l. 17 febbraio 1982 n. 41, introdotto dall’art. 21 della l. 10 febbraio 1992 n. 165, il canone annuo per gli anni dal 1990 al 1993 compresi, è fissato nelle stesse misure indicate dal regolamento di attuazione delle disposizioni di cui all’art. 03, comma 2, del d.l. 5 ottobre 1993 n. 400, convertito, con modificazioni, dalla l. 4 dicembre 1993 n. 494, adottato con decreto n. 595 in data 15 novembre 1995 del Ministero dei trasporti e della navigazione, di concerto con i Ministeri del tesoro e delle finanze e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 158 dell’8 luglio 1996. Le eventuali somme versate in eccedenza, rispetto a quelle dovute per gli anni predetti, sono compensate con quelle da versare allo stesso titolo.

ART. 9. Conservazione di somme nel bilancio dello Stato — (omissis)

ART. 10. Istituzione del titolo professionale di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite al noleggio per le acque marittime ed interne — 1. Ad integrazione di quanto stabilito negli art. 115, 123, 130 e 134 c. nav., approvato con r.d. 30 marzo 1942 n. 327, sono istituiti, rispettivamente, il titolo professionale marittimo di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite al noleggio e il titolo professionale di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite al noleggio nelle acque interne.
2. Per conseguire il titolo professionale marittimo di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite al noleggio occorrono i seguenti requisiti: 
a) aver compiuto i 21 anni di età;
b) essere in possesso delle abilitazioni al comando delle imbarcazioni da diporto senza alcun limite di distanza dalla costa di cui all’art.. 20, primo comma, della l. 11 febbraio 1971 n. 50, e successive modificazioni, ovvero dell’abilitazione al comando di navi da diporto prevista dal secondo comma del medesimo articolo, in corso di validità e conseguite da almeno tre anni;
c) essere in possesso del certificato limitato RTF;
d) non avere riportato condanne per i reati di cui all’art. 238, primo comma, n. 4, del regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione, approvato con d.P.R. 15 febbraio 1952 n. 328;
e) essere iscritto nella terza categoria della gente di mare.
3. Per conseguire il titolo professionale di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite al noleggio nelle acque interne occorrono i seguenti requisiti:
a) aver compiuto i ventun anni di età;
b) essere in possesso delle abilitazioni al comando delle imbarcazioni da diporto entro sei miglia di distanza dalla costa, di cui all’art.. 20 della l. 11 febbraio 1971 n. 50, e successive modificazioni ed integrazioni, in corso di validità e conseguite da almeno tre anni;
c) non avere riportato condanne per i reati di cui all’art.. 49, primo comma, n. 4, del regolamento per la navigazione interna, approvato con d.P.R. 28 giugno 1949 n. 631; 
d) essere iscritto nella terza categoria del personale navigante.
4. Il titolo professionale marittimo di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibita al noleggio abilita al comando delle imbarcazioni da diporto adibite al noleggio a motore o a vela, con o senza motore ausiliario, per la navigazione nelle acque marittime senza alcun limite di distanza dalla costa, nonché nelle acque interne.
5. Il titolo professionale di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite al noleggio nelle acque interne abilita al comando delle imbarcazioni da diporto adibite al noleggio a motore o a vela, con o senza motore ausiliario, per la navigazione nelle acque interne e nelle acque marittime entro sei miglia dalla costa.
6. Fatto salvo quanto previsto dal presente articolo, coloro che sono in possesso dei titoli professionali marittimi e dei titoli professionali della navigazione interna, per i servizi di coperta, di cui rispettivamente agli art. 123 e 134 c. nav., possono comandare o condurre imbarcazioni da diporto, adibite al noleggio, nei limiti di navigazione stabiliti per ciascun titolo.
7. Il titolo professionale è rilasciato dal capo del circondario marittimo di iscrizione per la gente di mare e dall’ufficio di iscrizione del personale della navigazione nelle acque interne. Restano validi i titoli professionali di conduttore di imbarcazioni da diporto rilasciati anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
8. Ai fini della disciplina del noleggio e della locazione di unità da diporto si intende:
a) per locazione, il contratto con cui una delle parti si obbliga verso corrispettivo a far godere all’altra per un dato periodo di tempo l’unità da diporto. L’unità passa in godimento autonomo del conduttore il quale esercita con essa la navigazione e ne assume la responsabilità ed i rischi;
b) per noleggio di unità da diporto, il contratto con cui una delle parti in corrispettivo del nolo pattuito, si obbliga a compiere con l’unità da diporto una determinata navigazione, ovvero entro il periodo di tempo convenuto, la navigazione ordinata dall’altra parte alle condizioni stabilite dal contratto avendo a bordo non più di dodici passeggeri escluso l’equipaggio. L’unità noleggiata rimane nella disponibilità del noleggiante alle cui dipendenze resta anche l’equipaggio. 
9. Il noleggiante ed il locatore devono consegnare l’unità in perfetta efficienza completa di tutte le dotazioni di sicurezza e coperta dall’assicurazione di cui alla l. 24 dicembre 1969 n. 990, e successive modificazioni ed integrazioni. In caso di noleggio l’assicurazione è estesa in favore del noleggiatore e dei passeggeri per gli infortuni ed i danni subiti in occasione o in dipendenza del contratto in conformità alle disposizioni ed a i massimali previsti per la responsabilità civile.
10. L’utilizzazione dei natanti da diporto di cui all’art. 13 della l. 11 febbraio 1971 n. 50, e successive modificazioni, per l’esercizio della locazione e del noleggio per finalità ricreative nonché per gli usi turistici di carattere locale è disciplinata, anche per quanto concerne i requisiti della loro condotta, con provvedimenti delle competenti autorità marittime o locali.
11. L’art. 15 della l. 5 maggio 1989 n. 171, è sostituito dal seguente:
«1. In deroga a quanto stabilito dal secondo comma dell’art. 1 della l. 11 febbraio 1971 n. 50, e successive modificazioni ed integrazioni, le navi, le imbarcazioni ed i natanti da diporto possono essere utilizzate mediante contratti di locazione o di noleggio.
2. L’utilizzazione dell’unità da diporto per finalità di locazione e noleggio è annotata nei registri di iscrizione delle unità da diporto, con indicazione dei soggetti, ditte individuali o società, esercenti l’attività di locazione o noleggio e degli estremi della oro iscrizione nel registro delle imprese della competente camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli estremi della annotazione sono riportati sulla licenza di navigazione».
12. Il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 21 settembre 1994 n. 731, è abrogato.
13. Con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, ai sensi dell’art. 17 della l. 23 agosto 1988 n. 400, sono emanati uno o più decreti per la disciplina delle condizioni di sicurezza delle unità da diporto utilizzate in attività di noleggio, nonché per la attuazione delle disposizioni del presente articolo.

ART. 11. Modifiche alla l. 11 febbraio 1971 n. 50 e successive modificazioni ed integrazioni — 1. Il primo comma dell’art. 18 della l. 11 febbraio 1971 n. 50, e successive modificazioni ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
«Per il comando e la condotta di natanti da diporto a bordo dei quali sia stato installato un motore avente una cilindrata superiore a 750 cc. se a carburazione a due tempi, o a 100 cc. se a carburazione a quattro tempi fuori bordo, o a 1300 cc. se a carburazione a quattro tempi entro bordo, o a 200 cc. se a motore diesel, comunque con potenza superiore a 30 KW o a 40,8 CV, è necessario essere in possesso di una delle abilitazioni previste dall’art. 20».
2. La lett. c del primo comma dell’art. 20 della l. 11 febbraio 1971 n. 50 e successive modificazioni ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
«c) imbarcazioni a motore aventi caratteristiche e potenza superiori a quelle indicate all’art. 18, primo comma, per la navigazione entro sei miglia dalla costa».
3. La lett. d del primo comma dell’art. 20 della l. 11 febbraio 1971 n. 50 e successive modificazioni ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
«d) imbarcazioni a motore per la navigazione senza alcun limite dalla costa».
4. Non possono essere omologati, per la conduzione senza abilitazione, motori che, sulla base delle caratteristiche costruttive, sono capaci di esprimere una potenza superiore del 30 per cento a quella per la quale la medesima omologazione è stata richiesta.
5. Al secondo comma dell’art. 18 della l. 11 febbraio 1971 n. 50, prima delle parole: «Nessuna abilitazione» sono inserite le seguenti: «Salvo quanto è disposto dal successivo art. 20».

ART. 12. Informatizzazione dei servizi marittimi — 1. Ad integrazione dei fondi esistenti sui capitoli 1113 e 7100 dello stato di previsione del Ministero dei trasporti e della navigazione è autorizzata l’ulteriore spesa di lire 22.000 milioni per l’anno 1995, lire 42.000 milioni per ciascuno degli anni 1996 e 1997 e lire 20.000 milioni per l’anno 1998, da iscrivere sul capitolo 7100 del medesimo stato di previsione per la realizzazione, con la procedura di cui all’art. 5, comma 2, del d.l. 17 settembre 1993 n. 364, convertito con modificazioni, dalla l. 15 novembre 1993 n. 458, del piano triennale 1995-1997 per l’informatica del settore navigazione marittima, integrato dal piano triennale 1996-1998, nonché del sistema di governo e delle rete di telecomunicazioni, tenendo conto per questi ultimi aspetti delle esigenza di tutela e difesa dell’ambiente marino di cui all’art. 2 della l. 28 febbraio 1992 n. 220, e successive modificazioni e integrazioni.
2. Il Ministro dei trasporti e della navigazione è autorizzato, con proprio decreto, a costituire una commissione di cui fanno parte almeno 4 esperti di provata competenza in materia di informatizzazione, 2 dei quali designati dal Ministro dell’ambiente per i soli aspetti ambientali con compiti di consulenza per la realizzazione ed integrazione dei sistemi informativi dell’amministrazione dei trasporti e della navigazione. la commissione ha la durata massima di tre anni ed i compensi complessivi corrisposti ai suoi membri non possono superare, comprese le spese di funzionamento, l’ammontare di lire 500 milioni l’anno, da imputare sul capitolo 7100 di cui al comma 1.
3. (omissis).
4. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazione di bilancio.

ART. 13. Oneri di servizio pubblico per servizi aerei di linea ? 1. È autorizzato il rimborso da parte del Ministero dei trasporti e della navigazione delle compensazioni finanziarie conseguenti alla imposizione di oneri di pubblico servizio, si sensi dell’art. 4 del reg. (CEE) n. 2408 del Consiglio del 23 luglio 1992.
2-3. (omissis).

ART. 14. Rifinanziamento delle leggi di sostegno dell’industria cantieristica ed armatoriale — 1. Per consentire ulteriori interventi finalizzati al sostegno dell’industria cantieristica ed armatoriale con l’attuazione delle misure private della dir. 87/167/CEE del Consiglio, 26 febbraio 1987, del 21 dicembre 1990, sono autorizzati nel triennio 1996-1998 i seguenti ulteriori limiti di impegno:
a) per gli interventi di cui all’art. 2 della l. 14 giugno 1989 n. 234, in ragione di lire 100.000 milioni per l’anno 1996 e di lire 10.000 milioni per l’anno 1997;
b) per gli interventi di agli art. 11 e 27 della l. 14 giugno 1989 n. 234, in ragione di lire 10.000 milioni per l’anno 1997;
c) per gli interventi di cui agli art. 3 e 4 del d.l. 24 dicembre 1993 n. 564, convertito dalla l. 22 febbraio 1994 n. 132, in ragione di lire 35.000 milioni per l’anno 1996, di lire 20.000 milioni per l’anno 1997 e di lire 40.000 milioni per l’anno 1998;
d) per gli interventi di cui all’art. 10 del d.l. 24 dicembre 1993 n. 564, convertito dalla l. 22 febbraio 1994 n. 132, in ragione di lire 15.000 milioni per l’anno 1996, di lire 10.000 milioni per l’anno 1997 e di lire 40.000 milioni per l’anno 1998.
2. Per gli interventi di cui al comma 1, il Ministero dei trasporti e della navigazione è autorizzato ad impegnare nell’anno 1996 anche i limiti di impegno afferenti agli anni 1997 e 1998, con pagamento delle relative annualità, comprensive dell’ammortamento e del relativo preammortamento nel caso di mutui autorizzati secondo il sistema di cui alla l. 31 dicembre 1991 n. 431, a partire dall’esercizio finanziario cui si riferisce ciascun limite di impegno.
3. In attuazione dell’art. 10 del reg. (CE) n. 3094/95 del Consiglio dell’Unione europea, del 22 dicembre 1995, concernente gli aiuti alla costruzione navale, le disposizioni di cui al d.l. 24 dicembre 1993 n. 564, convertito dalla l. 22 febbraio 1994 n. 132, recante provvedimenti a favore dell’industria navalmeccanica e della ricerca nel settore navale sono estese ai contratti di costruzione e trasformazione navale stipulati nel 1996, nei limiti degli stanziamenti di cui alle lett. c e d del comma 1. In osservanza degli impegni derivanti per l’Italia dall’accordo OCSE del 21 dicembre 1994, per il ripristino di normali condizioni di concorrenza nel settore della costruzione e riparazione navale, nonché ai fini della pianificazione della spesa, la produzione realizzata dalle imprese navalmeccaniche potrà essere assistita mediante il contributo di cui all’art. 3 del d.l. 24 dicembre 1993 n. 564, convertito dalla l. 12 febbraio 1994 n. 132, nei limiti della capacità produttiva annua già riconosciuta alla data del 31 dicembre 1995 dall’iscrizione all’albo di cui all’art. 19 della l. 14 giugno 1989 n. 234.
4. Per la concessione dei contributi di cui agli art. 3 e 4 del d.l. 24 dicembre 1993 n. 564, convertito dalla l. 22 febbraio 1994 n. 132, estesi anche ai contratti di costruzione e trasformazione navale stipulati nell’anno 1995 ai sensi dell’art. 3, comma 5, del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1995 n. 343, sono ricevibili le domande presentate dalle imprese interessate al Ministero dei trasporti e della navigazione entro e non oltre il termine di quindici giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana delle predette leggi di conversione.
5. L’art. 6 della l. 31 dicembre 1991 n. 431, e l’art. 2 della l. 28 marzo 1991 n. 107, sono abrogati.
6. Le disposizioni dell’art. 18, comma 5, del d.l. 24 dicembre 1993 n. 564, convertito dalla l. 22 febbraio 1994 n. 132, si applicano ai contributi di cui all’art. 3 del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1995 n. 343.
7. All’art. 2, comma 2, del d.l. 13 luglio 1995 n. 287, convertito, con modificazioni, dalla l. 8 agosto 1995 n. 343, la parola: «decennale» è sostituita dalla seguente: «dodecennale».
8-9. (omissis).

ART. 15. Modifiche agli art. 179 e 181 c. nav. — 1. Al primo comma dell’art. 179 c. nav. dopo la parola: «comunicazione» sono inserite le seguenti: «, che potrà essere trasmessa anche con mezzi elettronici,».
2. Al secondo comma dell’art. 179 c. nav. dopo le parole: «da consegnarsi,» sono inserite le seguenti: «, o da trasmettersi con mezzi elettronici,».
3. Il secondo comma dell’art. 181 c. nav. è sostituito dal seguente:
«Il rilascio delle spedizioni si effettua mediante apposizione del visto — con indicazione dell’ora e della data — sulla dichiarazione integrativa di partenza che viene consegnata in copia, o trasmessa con mezzi elettronici, al comandante della nave, il quale è tenuto a conservarla tra i documenti di bordo fino al successivo approdo».
3-bis. Gli art. 179 e 181 c. nav. non si applicano alle unità da diporto.

ART. 16. Differimento di termini ? 1. Il termine del 1° gennaio 1994 previsto dall’art. 13, comma 2, e dall’art. 28, commi 4 e 5, della l. 28 gennaio 1994 n. 84 concernente il riordino della legislazione in materia portuale, è differito al 1° luglio 1994.
3. Il termine previsto dall’art. 6, comma 1, del d.l. 5 ottobre 1993 n. 400, convertito, con modificazioni, dalla l. 4 dicembre 1993 n. 494, ai fini dell’attuazione della delega delle funzioni amministrative alle regioni ai sensi dell’art. 59 del d.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, è prorogato al 31 dicembre 1995.
4. Il termine di cui all’art. 9, comma 1, del d.l. 5 ottobre 1993 n. 400, convertito, con modificazioni, dalla l. 4 dicembre 1993 n. 494, è prorogato al 31 dicembre 1995.
5. Le disposizioni di cui all’art. 23, comma 3, della l. 5 febbraio 1992 n. 104, si applicano a decorrere dal 31 dicembre 1995.

ART. 17. Modifiche alla l. 12 luglio 1991 n. 202 — 1. Nel comma 3 dell’art. 1 della l. 12 luglio 1991 n. 202, è soppressa la parola: «8» e, dopo il medesimo comma, è inserito il seguente:
«3-bis. Coloro che in applicazione di quanto disposto dall’art. 8 del d.l. 13 maggio 1991 n. 151, hanno corrisposto per tassa di stazionamento somme maggiori di quelle dovute, possono computare l’eccedenza in diminuzione dall’ammontare del versamento della tassa stessa dovuta per il periodo successivo. Questa disposizione si applica anche a coloro che hanno corrisposto maggiori somme per tassa di stazionamento negli anni 1992 e 1993».

ART. 18. Interventi a favore del porto di Genova — 1. Per l’esecuzione di lavori di ripristino delle opere e degli impianti del porto di Genova distrutti o danneggiati dal fortunale del 31 agosto 1994 e del 14 settembre 1994, è autorizzata la spesa di lire 20 miliardi per l’anno 1995.
2. L’organizzazione portuale di Genova provvede, con procedura d’urgenza, agli adempimenti conseguenti alla esecuzione degli interventi di cui al comma 1 secondo le norme vigenti in materia di lavori pubblici.
3. (omissis).

ART. 19. Gestione commissariale liquidatoria dell’ente «Colombo ‘92» — 1. La gestione commissariale liquidatoria dell’ente «Colombo ‘92» di cui all’art. 2 della l. 23 agosto 1988 n. 373, è prorogata al 31 dicembre 1995. Le relative esigenze finanziarie per la liquidazione e per la gestione di conservazione dei beni immobili fanno carico, nel complessivo limite di lire 150 miliardi, alla gestione liquidatoria del Fondo gestione istituti contrattuali lavoratori portuali, di cui all’art. 1, comma 1, del d.l. 22 gennaio 1990 n. 6, convertito, con modificazioni, dalla l. 24 marzo 1990 n. 58, e successive modificazioni ed integrazioni, che provvede ai relativi pagamenti su conforme richiesta del commissario liquidatore. La gestione commissariale provvede, entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, alla liquidazione delle partite in sospeso a credito dell’organizzazione portuale di Genova, anche mediante compensazione delle partite in sospeso a debito di quest’ultima e senza riconoscimento di oneri per interessi e rivalutazioni.

ART. 20. Entrata in vigore — 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
 



(testo a cura di Enzo Fogliani)

(pagina aggiornata il 6.5.2012)
(n.b: salvo se diversamente indicato, la data di aggiornamento della pagina si riferisce alla mera modifica della pagina html messa in linea, e non implica che il testo normativo sia aggiornato a tale data. L'eventuale aggiornamento del testo normativo operato da norme successive, se riportato nel testo, è indicato appena dopo il titolo della legge.)

Motori di ricerca:

Google
 
sul Web su www.fog.it