Sapienza

Istituto di Diritto della Navigazione

Sezione del Dipartimento di scienze giuridiche

Facoltà di Giurisprudenza
Università di Roma - "La Sapienza"

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Storia dell'Istituto

L'Istituto di diritto della navigazione è uno dei più antichi della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Roma. Esso nacque nel 1927 su impulso del Ministero degli affari esteri, il cui sottosegretario Dino Grandi inviò il 13 novembre 1926 una lettera al rettore, segnalandogli la necessità di creare un Istituto di diritto aeronautico e avvertendolo di aver già disposto allo scopo un contributo annuo di lire quattromila da parte del Ministero degli affari esteri e un altro di ottomila lire da parte del Ministero dell'aeronautica. Ecco il testo della lettera:

 "La Germania ha recentemente istituito a Königsberg un Istituto di diritto aeronautico, diretto dal prof. Schuiber. La Svizzera ha creato una cattedra di diritto aeronautico a Losanna. Già da tempo analogo insegnamento si tiene a Parigi. Tali iniziative mi hanno convinto della necessità di creare nella R. Università della capitale un Istituto di diritto aeronautico ed a tal uopo ho disposto che sia erogato da questo Ministero un contributo di annue lire quattromila, mentre il Ministero dell'aeronautica all'istesso scopo darà un contributo annuo di lire ottomila. Con la complessiva somma di lire 12.000 annue si potrebbe provvedere all'impianto dell'Istituto, senza alcun onere per il bilancio di codesta R. Università, ove l'incarico dell'insegnamento venga impartito gratuitamente, come fu fatto l'anno scorso dal prof. Giannini, o da altro che la Facoltà di giurisprudenza crederà di incaricare. Confido che la S.V., convinta della necessità di dare un maggiore sviluppo allo studio del diritto aeronautico, secondo le direttive del R. Governo, vorrà cooperarsi perché l'insegnamento suaccennato e l'impianto dell'Istituto possa aver luogo al più presto, in modo che il corso possa iniziarsi per il corrente anno accademico. Gradirò di conoscere i provvedimenti adottati con cortese sollecitudine, per disporre il pagamento dei due contributi suindicati."

   
Il rettore Giorgio Del Vecchio rispose prontamente esprimendo il suo plauso e il suo ringraziamento, sicché l'Istituto di diritto aeronautico fu istituito con deliberazione del Consiglio della facoltà di giurisprudenza del 13 gennaio 1927.

    Primo direttore dell'Istituto e docente incaricato di diritto aeronautico fu Amedeo Giannini. Oltre che per l'insegnamento universitario, il nome di Amedeo Giannini spicca nella comunità scientifica mondiale per essere stato uno dei maggiori artefici dell'elaborazione del diritto internazionale uniforme in materia di navigazione aerea, avendo fra l'altro presieduto il comitato che provvide alla redazione del testo definitivo della Convenzione di Varsavia del 1929. Amedeo Giannini fu anche presidente di sezione del Consiglio di Stato, ambasciatore, senatore del Regno dal 1938.

    In conseguenza dell'emanazione del codice della navigazione e dell'istituzione con r.d. 5 settembre 1942 n. 1319 dell'insegnamento del diritto della navigazione (in sostituzione del diritto marittimo e del diritto aeronautico), presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università di Roma fu attribuita ad Antonio Scialoja la prima cattedra italiana di diritto della navigazione col decreto del Ministro dell'educazione nazionale del 18 ottobre 1942. Correlativamente l'Istituto di diritto aeronautico assunse l'attuale denominazione sotto la direzione dello stesso Scialoja.

    Antonio Scialoja, deputato, senatore, sottosegretario, fu il fondatore del diritto della navigazione in Italia. La sua opera sistematica, basata, da un lato, sulla considerazione unitaria del diritto aereo e del diritto marittimo e, dall'altro, sulla caratterizzazione autonoma della disciplina rispetto al diritto pubblico e al diritto commerciale, culminò nella redazione del codice della navigazione del 1942. La sua attività scientifica, maturata dal ceppo del diritto commerciale e sorretta da una forte vocazione storicistica, lasciò la sua impronta più duratura nella sistemazione del diritto marittimo, cui poi affiancò, compenetrandolo organicamente, il diritto aeronautico. Muovendo dalla considerazione della fisionomia unitaria del fatto tecnico che è a base di ogni forma di navigazione (marittima, interna e aerea), Scialoja segnò alla scienza e alla legislazione un preciso indirizzo, sostenendo l'unità e l'autonomia del diritto della navigazione. Il fondamento della disciplina unitaria della navigazione marittima, interna e aerea va ricercato in quella somiglianza o comunanza di esigenze di carattere giuridico (rilevanti, appunto, sul piano dell'assetto normativo) proprie degli spazi in cui si esplica l'attività e agiscono i mezzi impiegati per realizzarla. Egli sostenne inoltre che lo studio di questo ramo del diritto non deve limitarsi ai rapporti di carattere commerciale che attengono alla materia, bensì a tutti gli aspetti, pubblicistici e privatistici, della navigazione per mare, per acque interne e per aria, affermando in tal modo l'autonomia del diritto della navigazione, in quanto tutte le norme attinenti alla navigazione formano un sistema a sé, da inquadrare come parte integrante, ma distinta, nel sistema generale del diritto; e il concorso di elementi pubblicistici e privatistici è di tale misura in materia di navigazione, da dare a questa un'impronta peculiare.

    Antonio Scialoja tenne l'insegnamento e la direzione dell'Istituto fino al 1950, anno del collocamento fuori ruolo, tranne un'interruzione legata agli eventi bellici, in occasione della quale l'insegnamento del diritto della navigazione (e la direzione dell'Istituto) fu attribuito per incarico negli anni 1944 e 1945 al suo allievo Gabriele Pescatore. A questi l'incarico fu poi rinnovato, dopo l'uscita dal ruolo di Scialoja, negli anni 1950-51 e 1951-52.

    Libero docente in diritto marittimo nel 1942, Pescatore tenne l'incarico d'insegnamento del diritto della navigazione presso la facoltà di Economia e commercio dell'Università di Roma dal 1952-53 per trentatré anni. Fu presidente della Cassa per il Mezzogiorno dal 1954 al 1976, poi presidente del Consiglio di Stato, giudice costituzionale e vice-presidente della Corte costituzionale.

    Nel dicembre 1952 fu chiamato alla cattedra romana Francesco Maria Dominedò, allievo di Cesare Vivante, che assunse anche la direzione dell'Istituto dal 1955, anno della collocazione a riposo di Scialoja. Deputato, senatore, sottosegretario, ministro della marina mercantile, Dominedò si segnala anche per la strenua difesa dell'importanza dell'insegnamento del diritto della navigazione, che condusse in vista di una riforma (non attuata) dell'ordinamento didattico delle facoltà di giurisprudenza. In quell'occasione egli sostenne con vigore l'inserimento del diritto della navigazione fra le materie obbligatorie, con una relazione presentata al consiglio di facoltà (e poi pubblicata sul Foro italiano 1960, IV, 162) e condivisa dalla prevalenza dei docenti.

    Morto Dominedò nell'ottobre del 1964, gli succedette Antonio Lefebvre d'Ovidio, allievo di Scialoja. La figura e l'opera di Lefebvre si connettono indissolubilmente alla redazione del codice della navigazione, alla quale diede il maggior contributo, sotto la guida di Scialoja. Redasse nel 1950, con Pescatore, la prima edizione del "Manuale di diritto della navigazione", giunto nel 2011 alla dodicesima edizione (con la collaborazione di Leopoldo Tullio): opera ormai classica, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

    Dopo un anno di interregno in cui Antonio Malintoppi assunse la supplenza dell'insegnamento della materia e Roberto Ago la direzione dell'Istituto, per l'anno 1977-78 fu chiamato Ludovico Matteo Bentivoglio, illustre internazionalista, che tenne la direzione dell'Istituto per soli due anni e mezzo, fino alla sua prematura scomparsa nell'aprile 1980. Fervente sostenitore dell'unitarietà del diritto dei trasporti eretto a sistema fondò la "Collana di diritto dei trasporti" dell'Istituto, tuttora in atto. Dopo la morte di Bentivoglio fino al termine dell'anno accademico, Angelo De Martini assunse le attività didattiche e Rosario Nicolò la direzione dell'Istituto.

    Dal 1° novembre 1980 al collocamento a riposo (31 ottobre 1999), per diciannove anni direttore dell'Istituto fu Gustavo Romanelli. Durante la sua lunga gestione l'Istituto ha acquistato una vitalità nuova, con un fervore di iniziative, didattiche e scientifiche, che mai si erano attivate in precedenza con tale frequenza e incisività. L'Istituto è divenuto un centro culturale di prim'ordine, cui affluiscono studiosi da altre parti d'Italia e dall'estero. Sono organizzati seminari e convegni, anche internazionali. Fra le iniziative scientifiche più rilevanti di Romanelli è la fondazione nel 1988 (con Gabriele Silingardi e Leopoldo Tullio e l'incoraggiamento di Gabriele Pescatore) della rivista "Diritto dei trasporti", che si redige stabilmente nella facoltà di giurisprudenza della Sapienza. Dopo il collocamento a riposo di Romanelli l'Istituto fu diretto, nel 1999-2000, da Diego Corapi.

    Dall'anno accademico 2000-01, la direzione dell'Istituto è stata assunta da Leopoldo Tullio, che già dal collocamento fuori ruolo di Romanelli, nel 1996-97, aveva assunto l'insegnamento della materia, mutuandolo da quello da lui tenuto nella facoltà di economia della Sapienza. Con l'istituzione nel 2004 del Dipartimento di scienze giuridiche della facoltà di giurisprudenza della Sapienza, l'Istituto è diventato sezione autonoma del Dipartimento stesso (1).



(1) Per informazioni più dettagliate sulla storia dell'Istituto di diritto della navigazione si veda: L. Tullio, Documenti per la storia dell'Istituto di diritto della navigazione dell'Università La Sapienza di Roma, in Dir. trasp. 2002, 125.

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